SUB e SUBCONSCIO: avventura marina in tre click !


Finalmente, dopo qualche mese, riprendo il mio “Adventure Log Book”, ovvero il diario delle immersioni. E’ emozionante rileggere alcune pagine : disegni di pesci, foto di gruppo, dediche, commenti, percezioni fisiche, info tecniche, metafore. Rivivo alcuni miei viaggi.

Più leggo, più sento di trovare nei miei scritti connessioni tra “SUBCONSCIO e IMMERSIONE” e tra SUBACQUEO e COACH o COUNSELOR (con un distinguo tra i due) e naturalmente tra l’acqua e la mia energia … Partiamo da qui : primo click "PREMESSA" !


L’acqua ha un richiamo fortissimo per molte persone, irresistibile per me : adoro galleggiare, nuotare, giocare o anche semplicemente camminare; quando sto in acqua si attivano sempre sensazioni fisiche, emozioni, immagini di forte intensità. Sono nata in riva a un lago, da quando ho ricordi, l’estate è un tuffo nel blu.


L’acqua, elemento e simbolo, evoca un contatto antico, facilitando la percezione di sé.


Facile ! Lasciando alla filosofia, alla psicologia, alla mitologia, alla fisica e a quanto può venire ancora in mente, mi propongo qui di approfondire l’esperienza (la mia) di “ascolto” corporeo durante un’immersione.

Cosa mi succede (o può succedere) scendendo in profondità (con o senza bombole)? La prima sensazione è di espansione. Il corpo si alleggerisce, si rilassa. Il respiro diventa udibile e profondo, sovrastando ogni altro suono.

L’espirazione, prende una forma e una direzione visibile. Aria e Acqua si incontrano e si accolgono. Lo sguardo trova altri riferimenti, contempla la vita che scorre dentro e fuori dal corpo. I movimenti sono più lenti, armoniosi e coordinati e non è raro percepire una speciale energia, avere la sensazione di diventare un pesce, una creatura marina … tanto è totalizzante la relazione e il piacere di essere in quel “qui e ora”.

La mente segue la metamorfosi, immagina, va, ritorna …


L’immersione appena descritta riguarda una barriera corallina in un mare calmo, caldo, illuminato dal sole e ben protetto da pericoli. Un’oasi nell’oceano, dove si può vedere il fondo e decidere fino a quanto andare in profondità. Sebbene sia la premessa migliore possibile, non basta. Per scendere è “importante essere accompagnati”, avere un compagno o un gruppo. La relazione e la comunicazione con l’altro o con gli altri diventano un riferimento VITALE per praticare la subacquea e questo riferimento permette il piacere di stare sott’acqua in sicurezza, godendo pienamente l’esperienza.

Oltre al chi, anche il cosa è fondamentale, ovvero “l’attrezzatura”. Un subacqueo oltre a tutto il necessario per respirare, è ben equipaggiato con maschera, pinne, muta, pesi e un computer per tenere sotto controllo la profondità, il tempo e il consumo di aria.

Infine penso al “come” e intuisco che quello che segue può essere una metafora interessante di ENERGETICOACHING : proviamo a pensare al coach e al counselor come ad un subacqueo o ad un apneista, al cliente o al gruppo come alla persona, alle persone, che vuole, vogliono andare in profondità nel mare misterioso del subconscio.

Ed eccoci in Egitto. A breve, il secondo click.

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